Diario del cielo
Una pagina di Refolo per ognuno dei quindici cieli della rotta dei venti. Si legge dopo la vittoria, e qui.
Dalla v19.
Cos'è
Dopo ogni cielo vinto sulla La rotta dei venti, Refolo scrive una pagina: cosa è successo in quel cielo, quale Dio hai incontrato, cosa ha lasciato Sterpa. A fine partita tocca Leggi il diario del cielo; dopo, la pagina si rilegge dalla carta del mondo, con Diario del cielo. Da una pagina si passa alla pagina prima e alla pagina dopo, fra i cieli già vinti. Le pagine raccontano la rotta mentre succede: le svolte arrivano nel loro cielo. Per questo qui sotto sono chiuse. La storia intera è in La storia di Aeolia.
1. Albena
Capitolo 1, Il fiato di Volana
Albena è stato il primo cielo. Isole piccole e vicine, e al centro il Faro dei venti, spento da chissà quante stagioni. Il tempio vecchio era coperto di muschio. Quando i tuoi Velati ci sono entrati, si è riacceso. Hai posato i primi ponti come ti avevo mostrato, poi i Raccoglitori sulle due sorgenti vicine. Il tempio nemico era lento: le sue torri sono arrivate tardi, e le tue Raffiche erano già lì. Il suo Custode si è fatto luce sul tuo altare ed è salito agli dèi. Il suo tempio adesso riposa. I tuoi Velati hanno riempito i fagotti per la prima volta da quando il nostro cielo si è seccato. Domani si parte per Marina.
2. Marina
Capitolo 1, Il fiato di Volana
Marina è un anello di isole intorno a un centro ricco, e sul centro c’è l’Occhio della tempesta. Il nemico lo voleva quanto te. Il tempio vecchio di Marina ricordava una cosa che Volana faceva quando era sveglia: un Muro di nuvola, alzato fra chi tira e chi deve restare in piedi. I Velati di qui l’hanno insegnato ai tuoi in un giorno. Poi le Raffiche nemiche si sono fermate sui tuoi Muri, e tu sei arrivato al centro. Volana non sa che usi il suo Muro: dorme. Glielo racconterai a Pietracorva. Da qui la strada va verso un cielo che non conosco, Seriso.
3. Seriso
Capitolo 2, La prova di Saetto
A Seriso le sorgenti erano sotto la polvere. Polvere secca, con foglie che ci giravano dentro, e nessun albero da cui fossero cadute. Qualcuno è passato prima di noi: Sterpa, lo spirito del cielo del sud. Cosa cerca, non lo so ancora. Sotto la polvere c’era il Fulmine. Saetto ti ha parlato forte, come parla lui: «Vuoi il mio fulmine? Prendilo.» Il nemico si era chiuso dietro i Muri, e i Muri non fermano un Pilone. Il fulmine l’hai preso. Quando i tuoi Velati hanno caricato i fagotti, Saetto ha detto un’ultima cosa: «Più svelto. Sterpa è già avanti.» Ho guardato verso nord. Della polvere di Sterpa non c’era più traccia.
4. Cimabruna
Capitolo 2, La prova di Saetto
Cimabruna è quasi tutta cielo: poche isole, lontane, e in mezzo il Nido di nubi. Qui il vento soffia a favore, e la rastrelliera si riempiva in fretta, per te e per il nemico. Il tempio nemico era sveglio da poco. L’aveva acceso Sterpa, passando, perché ti tenesse fermo qui. Saetto voleva vedere cosa sapevi fare: «Due luci. Poi colpisci.» Hai incrociato la luce del tempio con quella di una Stele, e il primo Temporale è caduto dove le torri nemiche stavano strette. Il tempio che Sterpa aveva svegliato adesso riposa, e il vento di Cimabruna è andato ai tuoi Velati. Saetto non ha detto niente. Il lampo sopra il Nido di nubi è durato più degli altri.
5. Rocca Brinastella
Capitolo 3, La pazienza di Nembra
A Rocca Brinastella un’isola lunga, spezzata in tre, taglia il cielo a metà, e sul pezzo di mezzo sta la Pietra del cielo. Per passare hai dovuto prendere i pezzi uno dopo l’altro. Qui pioveva piano da quando siamo arrivati. Era Nembra. Lei parla poco e lento: «Chi aspetta arriva. La grandine cade dall’alto.» Ti ha dato la Pioggia, e con la Pioggia il Mortaio. I Muri del nemico fermavano le tue Raffiche, ma la grandine passava sopra. Il terzo pezzo della faglia è tuo. Il Custode nemico si è fatto luce, e il suo tempio riposa sotto la pioggia. Nembra conta il tempo in stagioni. Per lei siamo arrivati in fretta.
6. Lunaria
Capitolo 3, La pazienza di Nembra
Lunaria è un’altra faglia, più larga: tre pezzi di roccia e tanto vuoto in mezzo. Le sorgenti ricche stavano lontane, oltre il vuoto, dove un ponte solo non arrivava. Nembra ti ha insegnato a pregare: «Lascia riposare i tuoi Velati. Quando pregano, io ascolto.» Li hai lasciati alla porta, e dalla loro preghiera è nata la fede. Con la fede hai alzato una Nube di pietra a metà del vuoto, un’isola nuova dove prima c’era solo cielo. Il ponte verso le sorgenti è diventato due ponti corti. I tuoi Velati hanno camminato su una roccia che il giorno prima non c’era. Uno si è fermato a toccarla. Adesso la Pioggia è tua, e anche la fede. Il prossimo cielo è quello di Lucerno.
7. Il passo di Brezavento
Capitolo 4, La luce di Lucerno
Il passo di Brezavento è il cielo più grande che abbiamo visto finora: isole larghe a gradoni, lontane fra loro, e l’Arco di pietra. Qui un ponte è lungo per forza, e resta scoperto. Lucerno ti aspettava. Parla caldo e fa domande: «Cosa ripari, prima di colpire?» Ti ha dato il Sole, con lo Scudo di luce e lo Specchio. Hai messo uno Scudo vicino a ogni punta, e le assi colpite dal cielo si riparavano mentre i Velati passavano. Verso il ventesimo minuto il nemico ha cercato il tuo Custode. Il tuo Custode è rimasto a casa. Il suo si è fatto luce sul tuo altare. Adesso hai tutti e quattro gli elementi. Volana dorme ancora.
8. Pietra di Fiorina
Capitolo 4, La luce di Lucerno
Pietra di Fiorina è fatta di gradoni alti, e fra un gradone e l’altro c’è il vuoto. Il legno ci arriva piano, e un ponte lasciato a metà strada scricchiola e cade. Lucerno ha chiesto: «Perché girare intorno, se puoi andare dritto?» Poi ti ha dato il Ponte d’aurora. I tuoi Velati hanno pregato a lungo, e con la loro fede hai steso un ponte di luce dritto da un gradone all’altro, fino all’approdo libero. Il Temporale nemico ci è caduto sopra, e il ponte ha retto. Il primo Velato che l’ha attraversato camminava piano, guardando in basso. Al ritorno correva. Fiorina è tua. Lucerno ha ancora una cosa da insegnarti, a Seralia.
9. Rocca Seralia
Capitolo 4, La luce di Lucerno
Rocca Seralia è un anello intorno a un centro ricco, come Marina. Qui però i ponti sono di vetro: le assi nuove restano fragili a lungo, e un fulmine le rompe. Lucerno ti ha chiesto di guardare chi porta il vento: «Chi cammina per te? Sceglilo bene.» Hai dato una squadra a ogni Raccoglitore. I Corridori sul ponte corto. I Portapietra sui ponti di vetro, perché riparano le assi mentre camminano. Gli Alati sopra il vuoto. Quando i tuoi Velati sono saliti di grado è arrivato il Carro, lento e pieno. Il nemico qui era attento e tirava a chi portava il vento. I tuoi ponti di vetro hanno retto fino al centro. I Velati di Seralia parlavano di un soffio asciutto passato verso Levina. Andiamo lì.
10. Le soglie di Levina
Capitolo 5, Il tempio di Sterpa
Le soglie di Levina sono un arcipelago largo, con il Faro dei venti al centro, e il cielo qui cambia due volte più spesso. Dai Velati di Levina ho saputo cosa vuole Sterpa. Saetto gli ha promesso il primo fiato di Volana. Se Sterpa la sveglia per primo, il vento andrà solo al suo cielo, e la rotta si seccherà alle sue spalle, un cielo dopo l’altro, fino a casa nostra. Saetto ha dato qualcosa anche a te: la Frana, che fa cadere il bordo di un’isola nemica. E io ho ritrovato una cosa di Volana che non sapevo di avere, la Corrente, che sposta un isolotto. Hai tenuto Levina. Adesso sappiamo dove va Sterpa, e perché dobbiamo arrivare prima di lui.
11. Pietraserra
Capitolo 5, Il tempio di Sterpa
A Pietraserra torna la faglia, con la Pietra del cielo nel mezzo, e le sorgenti si seccano presto. Quando una si seccava ne nascevano due altrove, una per parte, e bisognava correre. Qui il tempio nemico era di Sterpa: stendardo color ruggine, e veli dello stesso colore sui suoi Velati. Sterpa usava tutti e quattro gli elementi e non annunciava dove colpiva. Tu hai imparato i nidi: due volanti per nido, e per ogni famiglia di volanti una sola torre che la colpisce. I tuoi Velati sono tornati a casa con i fagotti pieni, sotto gli aquiloni nemici. Il Custode di Sterpa si è fatto luce sul tuo altare. Sterpa non c’era più: era già partito verso il cielo dopo. Sul suo tempio che riposa è rimasta un po’ di polvere.
12. Porto Dorabruna
Capitolo 5, Il tempio di Sterpa
Porto Dorabruna è il primo cielo grande della rotta: isole larghe a gradoni, ponti lunghi, l’Arco di pietra. Qui la Pioggia dorme. Nessuna sorgente di Pioggia, né per te né per Sterpa. Al quindicesimo minuto Sterpa ha proposto la tregua: il vento diviso a metà, e la rotta ferma qui per tutti e due. Voleva davvero fermarsi, e io non ho capito perché. Hai detto di no. Senza la Pioggia i suoi Muri fermavano le Raffiche, e la strada l’ha aperta il Fulmine. Dorabruna è tua. Sterpa è andato avanti verso Pietracorva, e noi dietro di lui. Passando, non mi ha guardato.
13. Rocca Renastella
Capitolo 5, Il tempio di Sterpa
Rocca Renastella è grande e quasi vuota, con il Nido di nubi in mezzo al cielo. Qui la notte cala presto, verso il quindicesimo minuto, e poco dopo cominciano le ore tarde. Nella notte li ho visti. Il popolo di Sterpa camminava sui ponti con i fagotti vuoti, piano, come i nostri Velati quando il nostro cielo si è seccato. Il cielo del sud si è seccato prima del nostro, e nessuno è andato ad aiutarlo. Sterpa ha creduto all’unico Dio che gli prometteva qualcosa. Sterpa non è cattivo. Hai preparato presto la strada del Portatore, e quando i templi hanno cominciato a cadere lui era già in cammino. Renastella è tua. Quando sveglierai Volana, ricordati di quei ponti.
14. Le isole di Olmafonda
Capitolo 6, Pietracorva
Le isole di Olmafonda fanno un anello grande intorno all’Occhio della tempesta. Sorgenti avare, cielo inquieto, e il tempio più forte della rotta: l’ultimo che Sterpa ha acceso davanti a noi. Ha attaccato presto e ha lanciato gli speciali nel momento giusto. Raccoglieva un quinto di vento più di te. Hai tenuto due torri vicino ai Raccoglitori di casa prima di partire verso il centro, e le prime sorgenti sono rimaste tue. Il suo Custode si è fatto luce sul tuo altare. Dopo, per un po’, nessuno dei tuoi Velati ha parlato. Resta Pietracorva. Da qui si vede la faglia, scura all’orizzonte, e sopra la faglia la colonna della prima sorgente.
15. I cieli di Pietracorva
Capitolo 6, Pietracorva
I cieli di Pietracorva sono l’ultima tappa: la faglia più lunga di tutte, ponti di vetro, una notte che arriva presto. In mezzo c’è la prima sorgente, e dentro la prima sorgente dormiva Volana. Sterpa era arrivato prima di noi, ma Volana dormiva ancora. Il tuo Portatore ha attraversato la faglia, ha preso il Custode di Sterpa e l’ha portato al tuo altare. Cinque segni. Il Custode si è fatto luce, è salito agli dèi, e Volana si è svegliata. Le hai chiesto il suo primo fiato per tutti i cieli della rotta, anche per quello di Sterpa. Il vento non sceglie un tempio. A casa le sorgenti hanno ripreso a soffiare, e i tuoi Velati hanno posato i fagotti. Tu adesso sei un Dio giovane, il Dio della prima sorgente. Io torno da Volana. Sono un suo fiato.
Vedi anche
- Citati qui o che citano questa voce
- La rotta dei venti · La storia di Aeolia · Refolo · Sterpa
Novità
- v20 Nel diario del cielo, dopo Pietracorva, sei «il Dio della prima sorgente»: «Custode» resta solo chi veglia sul tempio.
- v20 Sulla rotta dei venti la notte arriva negli ultimi tre cieli: Rocca Renastella, Le isole di Olmafonda e I cieli di Pietracorva. I briefing e il diario lo dicono.
- v19 Diario del cielo: dopo ogni cielo vinto sulla rotta dei venti, Refolo scrive una pagina su quel cielo. Si legge a fine partita e dalla carta del mondo; tutte le pagine sono anche nella wiki.